La massiccia diffusione e variabilità delle nuove sostanze di abuso (NPS), e la loro maggiore potenza psicoattiva, sperimentate soprattutto dalle nuove generazioni (ma non solo), hanno reso necessario ed urgente la comprensione di alcune forme di presentazione clinica di quadri psicopatologici eteromorfi e non descritti prima in letteratura. L’intreccio e/o la classica dicotomia tra fenomeni primitivi endogeni e disturbi indotti rappresentano da sempre una sfida avvincente sul piano diagnostico e terapeutico. Tuttavia oggigiorno a livello operativo la semplice distinzione, ad esempio, tra psicosi endogene primarie e psicosi esogene, senza una accurata caratterizzazione psicopatologica, rischia di produrre artefatti clinico-diagnostici e maggiori difficoltà nell’approccio terapeutico dei percorsi di cura.
Partendo dall’analisi dei diversi modelli e paradigmi neurobiologici, psicopatologici, psicoterapeutici, si vogliono individuare approcci multidisciplinari condivisi, così come auspicato nella recente stesura del PANSM 25-30, anche rispetto all’impatto e alla presentazione della multiforme complessità psicoorganica che gli operatori e i terapeuti si trovano ad affrontare.
Durante il convegno pertanto verranno esplorate e discusse linee di indirizzo pratiche circa l’approccio psicopatologico iniziale (con particolare attenzione allo sguardo fenomenologico), la dettagliata analisi tossicologica (con riferimento all’impatto delle nuove sostanze di abuso sul SNC ma anche al possibile ruolo terapeutico di farmaci psicostimolanti), l’intervento farmacologico (nello specifico il trattamento dei disturbi depressivi, dello spettro schizofrenico, dello spettro ansioso e somatoforme, ecc), gli approcci psicoterapeutici classici ed innovativi, ed i percorsi di cura integrati nei servizi pubblici e privati.