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Presentazione

L’attenzione alla gestione della prescrizione farmacologica è uno dei caposaldi della terapia.

Infatti, la gestione della prescrizione ha risvolti clinico gestionali ampi, ed ha conseguenze sia a breve termine, come per esempio la soddisfazione per il servizio offerto; che a lungo termine come l'impatto sulla salute e sul benessere dei pazienti; e, ancora, conseguenze più globali di farmaco economia.

In merito si pensi, per esempio, al dispendio di risorse per l’acquisto di medicinali che non vengono utilizzati per tempi e dosaggi adeguati, soprattutto quando non si pone specifica attenzione a calibrare la prescrizione rispetto al riconoscimento dell'espressione sintomatologica del paziente e a personalizzare la prescrizione rispetto alle globali necessità del paziente o a rendere adeguata la gestione del consenso.

Quindi va anche considerato come l’incongrua gestione di una terapia farmacologica oltre a costituire un danno per lo stato di salute del soggetto e una perdita economica, espone il prescrittore e la molecola prescritta a discredito e svalutazione. Così come avviene, per esempio, proprio in riferimento ad un farmaco, quando il paziente afferma in modo sintetico, lapidario e tombale: “la medicina non funziona!”.

In sostanza, nel vissuto della persona e nelle sue dinamiche intrapsichiche di rielaborazione del vissuto di malattia, é più semplice e apparentemente autoprotettivo e decolpevolizzante per il paziente tacciare di inefficienza e/o inefficacia qualcuno o qualcosa, piuttosto che verificare sé e la propria gestione del percorso di cura con modalità consapevole e sanamente autocritica.

Inoltre, a ben guardare i farmaci non possono essere efficaci se non sono assunti come da scheda tecnica. Questa semplice evidenza scientifica non è scontata per i fruitori e, a volte, fa anche fatica ad entrare nella coscienza e nella routine gestionale di chi li prescrive.

Nell'adeguata gestione della prescrizione non ci si può esentare dal potenziare le risorse professionali del medico prescrittore, come le strategie gestionali del paziente che fruisce del servizio.

Il più recente fenomeno dei no vax può anche essere considerato la punta dell’iceberg della contrapposizione ai contesti di cura; mette in discussione la capacità dei medici di creare alleanza terapeutica e di parlare ad un livello di adeguata comprensione per i pazienti. Oltre a rendere più complesse le strategie vaccinali e l’arginamento della pandemia da covid19, verosimilmente, tale fenomeno avrà esiti e sequele articolate. Pertanto, c’è urgenza di potenziare le attenzioni gestionali nell'articolazione della relazione terapeutica e degli articolati percorsi per il raggiungimento dell'adesione alla terapia psicofarmacologica. Più specificamente, c'è urgenza di potenziare il riconoscimento e la gestione dell'ansia e della depressione come sintomi, che dell'ansia e della depressione come quadri nosografici e sindromici.

In proposito lo scambio in percorsi formativi, come il raccordo di rete e la sinergia fra medico di medicina generale e specialista psichiatra possono grandemente contribuire alla definizione di assetti di trattamento efficienti ed efficaci.

Informazioni

Obiettivo formativo

3 - Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura

Procedure di valutazione

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Medico chirurgo

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